Nominalizzazione delle proposizioni (uso di sostantivi per idee astratte)

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Che cos'è la nominalizzazione delle proposizioni?

La nominalizzazione è il processo che trasforma un'azione, un fatto o un'intera proposizione (una frase con soggetto e predicato) in un sostantivo o in un sintagma nominale. In pratica si usa un nome per parlare di un'idea astratta o di un evento invece di usare un verbo.

Esempi brevi:
- "Corriamo ogni mattina." -> verbo: azione in forma verbale.
- "La corsa ogni mattina fa bene." -> nominalizzazione: "la corsa" è un sostantivo che rappresenta l'azione.

Nella comunicazione la nominalizzazione serve spesso a mettere l'accento sull'idea, a rendere la frase più formale o a trasformare una frase in un soggetto o in un complemento.

Quando e perché si usa?

Si usa la nominalizzazione quando vuoi:
- Parlare dell'azione come di una cosa o di un concetto: "La sua decisione è definitiva." (parla della decisione come cosa)
- Creare soggetti complessi: "Il fatto che abbia mentito ci ha deluso." (la subordinata è trasformata in soggetto tramite "il fatto che")
- Rendere il registro più formale e astratto, tipico di testi scritti: "La riduzione dei costi è necessaria." invece di "Dobbiamo ridurre i costi."
- Evitare ripetizioni o cambiare il focus: invece di "Ha fatto un errore" potrei dire "Il suo errore ha causato problemi."

Attenzione: in lingua parlata e informale spesso è più naturale mantenere la forma verbale. La nominalizzazione può risultare pesante se abusata.

Come si forma la nominalizzazione?

Sostantivi derivati da verbi (–zione, –mento, –ità, ecc.)

Molti verbi hanno un sostantivo corrispondente formato con suffissi: -zione, -mento, -atura, -enza, -ità.

Esempi:
- costruire -> la costruzione (The construction)
"La costruzione del ponte durerà due anni." (The construction of the bridge will take two years.)
- decidere -> la decisione
"La decisione è stata difficile." (The decision was difficult.)
- informare -> l'informazione / l'informamento (più comune: l'informazione)
"L'informazione è arrivata tardi." (The information arrived late.)
- aumentare -> l'aumento
"L'aumento dei prezzi preoccupa i consumatori." (The price increase worries consumers.)

Nota: non esiste sempre un corrispondente regolare; alcuni nomi derivati sono irregolari o inesistenti.

Nome astratto + di + infinito (la decisione di partire, la paura di volare)

Una struttura molto comune è: sostantivo astratto + di + infinito.

Esempi:
- "La sua decisione di partire è definitiva." (His/Her decision to leave is final.)
- "Ho la paura di volare." (I have a fear of flying.)
- "Abbiamo discusso la possibilità di cambiare piano." (We discussed the possibility of changing the plan.)

Caratteristica importante: nel sintagma "la sua decisione di partire" il soggetto dell'infinito (partire) è di solito lo stesso riferito dal possessivo (sua). Se vuoi specificare un soggetto diverso, usi una proposizione con "che":
- "La sua decisione di partire" = la decisione che riguarda lui/lei di partire.
- "La decisione che Marco parta" (forma più marcata: usa "che" + verbo con soggetto esplicito).

Il fatto che / la cosa che / il problema che + proposizione

Per nominalizzare un'intera proposizione si usano spesso espressioni come "il fatto che", "la cosa che", "il problema che" seguite da una proposizione:

Esempi:
- "Il fatto che tu sia arrivato tardi non cambia la situazione." (The fact that you arrived late doesn't change the situation.)
- "Il problema che abbiamo identificato è serio." (The problem that we identified is serious.)

Nota sul modo verbale (indicativo vs congiuntivo): dopo "il fatto che" tipicamente si usa l'indicativo quando si parla di un dato considerato certo: "Il fatto che è stato firmato il contratto è positivo." Tuttavia, se il contenuto della subordinata è dubbio o soggettivo, può comparire il congiuntivo: "Il fatto che lui sia in ritardo mi preoccupa." (Qui il congiuntivo segnala incertezza o il punto di vista del parlante.)

Infinito nominalizzato e gerundio come sostantivi

L'infinito o il gerundio possono funzionare come sostantivi quando fungono da soggetto o complemento:

- "Correre fa bene." oppure "Il correre fa bene." (Running is healthy.)
- "Essere preparati è importante." (Being prepared is important.)
- "Non averlo detto è stato un errore." (Not having said it was a mistake.)

Queste forme sono più frequenti nello scritto o quando si vuole enfatizzare l'azione come concetto. Nella lingua parlata, spesso si preferisce semplicemente usare l'infinito senza articolo: "Correre fa bene."

Frasi nominali introdotte da "che" (clausole nominali)

Una proposizione introdotta da "che" può occupare il posto di soggetto o complemento diretto:

- Soggetto: "Che tu sia qui mi rallegra." (That you are here makes me happy.)
- Complemento oggetto: "Sapevo che saresti venuto." (I knew that you would come.)

In italiano la costruzione con "che" come soggetto ("Che tu sia qui mi rallegra") è corretta ma meno comune; spesso si preferisce riformulare: "Mi rallegra che tu sia qui."

Nominalizzazione per agenti e strumenti (nomi agentivi e strumentali)

Dai verbi si formano anche nomi che indicano chi compie l'azione o lo strumento:

- Parlare -> il parlante, il parlare (agentivo: "il parlante");
- Insegnare -> l'insegnante (chi insegna);
- Tagliare -> il taglio (strumento o risultato: "il taglio della stoffa").

Esempi:
- "L'insegnante ha spiegato l'esercizio." (The teacher explained the exercise.)
- "Il taglio del budget ha ridotto i servizi." (The cut in the budget reduced services.)

Differenze di senso: quando usare "di + infinito" vs "che + proposizione" vs sostantivo derivato

1) Chi è il soggetto dell'azione?
- "La sua decisione di partire" -> l'infinito non ha un soggetto esplicito: si intende che il soggetto è la stessa persona referita dal possessivo (sua).
Esempio: "La sua intenzione di partire era chiara." (si intende: lui/lei intende partire)
- "La decisione che lui parta" -> qui il soggetto della subordinata è esplicito (lui) e si usa "che + congiuntivo" se è considerata desiderio/volontà.

2) Sfumature di significato:
- "La possibilità di vincere" (si parla dell'opportunità o chance in abstract) vs "È possibile che vinca" (proposizione con valore predittivo).


  • "La convinzione di essere innocente" (forma con infinito) e "La convinzione che sia innocente" (forma con "che"): la prima può apparire più neutra, la seconda può enfatizzare un giudizio soggettivo o permettere uso del congiuntivo.

3) Regolarità e idiomatismi:
- Alcuni sostantivi richiedono naturalmente "di + infinito": "la volontà di aiutare", "la capacità di comprendere".


  • Altri concetti si esprimono preferibilmente con il sostantivo derivato: "la costruzione" invece di "la costituire" (non esiste).

Errori comuni e come evitarli

Errore 1: preposizione sbagliata
- Sbagliato: "La decisione per partire." (scorretto)
- Corretto: "La decisione di partire." (The decision to leave.)

Errore 2: confondere il soggetto dell'infinito
- "La sua proposta di partire non convinse Maria." -> Qui "sua" si riferisce a chi ha proposto l'azione. Se invece vuoi dire che Maria dovrebbe partire, meglio: "La proposta che Maria parta non convinse il gruppo."

Errore 3: uso del modo verbale sbagliato dopo "il fatto che" o nomi che esprimono timore, speranza, dubbio
- Sbagliato: "Ho il timore che questo non funziona." (uso indicativo)
- Corretto: "Ho il timore che questo non funzioni." (uso congiuntivo)

Errore 4: doppia nominalizzazione superflua o accumulo che rende la frase pesante
- Pesante: "Il fatto della sua decisione di lasciare il lavoro ha sorpreso tutti." (ridondante)
- Più chiaro: "La sua decisione di lasciare il lavoro ha sorpreso tutti." oppure "Il fatto che abbia lasciato il lavoro ha sorpreso tutti."

Errore 5: abuso della nominalizzazione nello scritto, che rende il testo astratto e difficile
- Preferire la forma verbale quando vuoi chiarezza, soprattutto nello stile quotidiano: "Abbiamo deciso di rimandare" invece di "La decisione di rimandare è stata presa."

Esempi estesi per ogni costruzione

Sostantivi derivati:
- "La costruzione della nuova scuola inizierà a maggio." (The construction of the new school will begin in May.)
- "La pubblicazione del libro è stata ritardata." (The publication of the book was delayed.)

Nome astratto + di + infinito:
- "La decisione di accettare il lavoro gli ha cambiato la vita." (The decision to accept the job changed his life.)
- "Ho la speranza di trovare una soluzione." (I have hope of finding a solution.)

Il fatto che / che + proposizione:
- "Il fatto che non abbia risposto è preoccupante." (The fact that he/she didn’t reply is worrying.)
- "Che tu non sia d'accordo è normale." (That you disagree is normal.) — forma meno usuale; spesso si preferisce "È normale che tu non sia d'accordo."

Infinito nominalizzato e gerundio:
- "Correre ogni giorno aiuta la salute." / "Il correre ogni giorno aiuta la salute." (Running every day helps health.)
- "Il non aver controllato le date ha causato l'errore." (Not having checked the dates caused the mistake.)

Nominalizzazione con controllo del soggetto:
- "La sua intenzione di studiare in Italia era chiara." -> "sua" indica chi deve studiare.
- "La notizia della partenza di Marco" -> qui "di Marco" indica chi parte.
- Se invece vuoi dire "La decisione che Marco parta" usi la proposizione con "che" e, se necessario, il congiuntivo: "La decisione che Marco parta ha sorpreso tutti." (più marcato)

Costruzioni idiomatiche (sostituire "se"):
- "In caso di maltempo la partita sarà annullata." (In case of bad weather the match will be cancelled.)
- "A causa della pioggia, la festa è stata rimandata." (Because of the rain, the party was postponed.)

Consigli pratici per chi impara l'italiano

- Per chiarezza, comincia con le frasi verbali (meno nominalizzate) quando parli.
- Usa la forma nominale (sostantivo derivato o "di + infinito") quando vuoi enfatizzare il concetto o scrivere in modo più formale.
- Se non sei sicuro del soggetto dell'infinito, preferisci "il fatto che" o una proposizione con "che" per chiarire il soggetto.
- Ricorda le regole del congiuntivo: dopo nomi o verbi che esprimono dubbio, speranza, timore, preferisci il congiuntivo nella subordinata introdotta da "che".
- Non esagerare con le nominalizzazioni: troppo astratto può rendere il testo pesante.

Glossario rapido

- Nominalizzazione: trasformare un elemento verbale o proposizionale in un sostantivo o sintagma nominale.
- Proposizione: una frase con soggetto e predicato (es.: "Lui viene").
- Sostantivo derivato: nome formato da un verbo con un suffisso (es.: decidere -> decisione).
- Infinito: forma base del verbo (es.: partire, mangiare).
- Gerundio: forma verbale in -ando / -endo usata per azioni in corso (es.: parlando, mangiando).
- Congiuntivo: modo verbale usato per esprimere dubbio, desiderio, possibilità; importante dopo molte nominalizzazioni con valore soggettivo.
- Controllo (control): relazione tra il possessivo o il sostantivo e il soggetto implicito dell'infinito (es.: "la sua intenzione di partire" -> "sua" controlla chi parte).

Se vuoi, posso fornirti una lista maggiore di sostantivi derivati comuni con il loro verbo d'origine, o esempi mirati in base al tipo di testo che scrivi (formale, giornalistico, colloquiale).

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