Discorso indiretto (consecutio temporum)

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Discorso indiretto (consecutio temporum)

Che cosa significa il discorso indiretto?

Il discorso indiretto (o discorso riportato) è il modo di riferire le parole di qualcuno senza metterle tra virgolette. Invece di citare testualmente, trasformiamo la frase adattando i tempi verbali, i pronomi e gli avverbi di tempo/luogo.

Esempio semplice:
- Discorso diretto: Maria ha detto: "Sono stanca oggi." ("I am tired today.")
- Discorso indiretto: Maria ha detto che era stanca quel giorno. ("Maria said she was tired that day.")

Quando si usa?

Usiamo il discorso indiretto quando vogliamo riferire ciò che qualcun altro ha detto, pensato o chiesto, senza ripetere parola per parola. È molto comune nei racconti, nei resoconti, nelle notizie e nella vita quotidiana.

Differenza tra discorso diretto e indiretto

- Discorso diretto: si riportano le parole esatte, tra virgolette, con lo stesso ordine e segno di interrogazione/esclamazione.
Esempio: Luca ha detto: "Verrò domani."

- Discorso indiretto: si introduce la proposizione con verbi come dire, chiedere, spiegare, affermare e si adatta la frase (tempi, pronomi, avverbi).
Esempio: Luca ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.

Come si forma il discorso indiretto: le regole principali

Qual è il verbo introduttivo (verbo reggente)?

Il verbo che introduce il discorso (dire, chiedere, rispondere, affermare, pensare, ecc.) stabilisce la regola: se è al presente o al futuro, i tempi spesso non cambiano; se è al passato, bisogna generalmente retrocedere i tempi nella proposizione riportata (consecutio temporum).

Se il verbo introduttivo è al presente o al futuro

- Di solito NON si cambia il tempo della frase riportata.
Esempi:
- Dire (presente): Marco dice: "Vivo a Roma." -> Marco dice che vive a Roma. (no cambio)
- Dire (futuro): Domani dirà: "Partirò presto." -> Domani dirà che partirà presto. (no cambio)

Se il verbo introduttivo è al passato (passato prossimo, imperfetto, passato remoto, ecc.)

- In questo caso prevale la regola della retrocessione dei tempi: si sposta ogni tempo "un gradino indietro". Qui sotto trovi la mappa principale con esempi.

Mappa dei cambiamenti principali (verbo introduttivo al passato)

- Presente indicativo -> Imperfetto indicativo
- Diretto: "Sono stanco." -> Indiretto: Ha detto che era stanco.

- Imperfetto indicativo -> Imperfetto indicativo (di solito resta uguale)
- Diretto: "Stavo studiando." -> Indiretto: Ha detto che stava studiando.

- Passato prossimo / Passato remoto -> Trapassato prossimo
- Diretto: "Ho visto Marco ieri." -> Indiretto: Ha detto che aveva visto Marco il giorno prima.
- Diretto: "Arrivò alle otto." -> Indiretto: Disse che era arrivato alle otto. (spesso si usa trapassato prossimo)

- Trapassato prossimo -> Trapassato prossimo (resta uguale)
- Diretto: "Avevo già finito." -> Indiretto: Ha detto che aveva già finito.

- Futuro semplice -> Condizionale passato (futuro nel passato)
- Diretto: "Partirò domani." -> Indiretto: Ha detto che sarebbe partito il giorno dopo.
- Diretto: "Comprerò una casa." -> Indiretto: Ha detto che avrebbe comprato una casa.

- Condizionale presente -> Condizionale passato
- Diretto: "Vorrei un gelato." -> Indiretto: Ha detto che avrebbe voluto un gelato.

- Congiuntivo presente -> Congiuntivo imperfetto
- Diretto: "Spero che tu capisca." -> Indiretto: Ha detto che sperava che io capissi.

- Congiuntivo passato -> Congiuntivo trapassato
- Diretto: "Temo che tu abbia sbagliato." -> Indiretto: Ha detto che temeva che io avessi sbagliato.

Note su alcuni tempi particolari

- Futuro anteriore: tende a trasformarsi nel condizionale passato o nel condizionale composto, a seconda dei casi (solitamente si mantiene l'idea di "futuro nel passato").
- Passato remoto: nella lingua parlata si preferisce il passato prossimo o il trapassato prossimo nella forma indiretta.

Domande e imperativi nel discorso indiretto

Domande sì/no

- Si usa "se" o "se... o no" e si applicano i normali spostamenti dei tempi.
Esempio:
- Diretto: "Hai finito i compiti?" -> Indiretto: Mi ha chiesto se avevo finito i compiti.

Domande con pronome interrogativo (chi, cosa, dove, quando, perché, come)

- Si mantiene il pronome interrogativo; il verbo cambia secondo la consecutio temporum.
Esempi:
- Diretto: "Quando partirà il treno?" -> Indiretto: Mi ha chiesto quando sarebbe partito il treno.
- Diretto: "Dove sei?" -> Indiretto: Mi ha chiesto dove fossi.

Attenzione al modo verbale (congiuntivo/indicativo): per le interrogative indirette si può trovare sia l'indicativo sia il congiuntivo; il congiuntivo (soprattutto l'imperfetto) è più comune nelle forme formali o quando c'è incertezza.

Imperativi (comandi, richieste, inviti)

- Per riportare un imperativo si usa spesso "di + infinito" (forma più semplice e comune) oppure "che + congiuntivo" (più formale o letterario).
Esempi:
- Diretto: "Chiudi la finestra!" -> Indiretto: Mi ha detto di chiudere la finestra.
- Diretto: "Non fare rumore!" -> Indiretto: Mi ha ordinato di non fare rumore.
- Alternativa formale: "Mi ha ordinato che chiudessi la finestra." (meno usata nel parlato)

Cambiamenti di pronomi, avverbi di tempo e luogo

Quando si passa da discorso diretto a indiretto bisogna adattare anche i pronomi e gli avverbi:

- Pronome soggetto/oggetto: cambiano in base al nuovo narratore.
- Diretto: Marco -> "Ti telefonerò." -> Indiretto: Marco mi ha detto che mi avrebbe telefonato.

- Avverbi di tempo e luogo: spesso devono essere trasformati
- oggi -> quel giorno / oggi -> quel giorno
- adesso/ora -> in quel momento
- qui/qua -> lì / là
- ieri -> il giorno prima / il giorno precedente
- domani -> il giorno dopo / il giorno successivo
- questa mattina -> quella mattina
- la settimana prossima -> la settimana successiva

Esempi:
- Diretto: "Oggi vado al mare." -> Indiretto: Ha detto che sarebbe andato al mare quel giorno.
- Diretto: "Sono qui adesso." -> Indiretto: Ha detto che era lì in quel momento.

Congiuntivo e condizionale: come si comportano

- Congiuntivo presente -> Congiuntivo imperfetto
- Esempio: "Spero che tu venga." -> "Ha detto che sperava che io venissi."

- Congiuntivo passato -> Congiuntivo trapassato
- Esempio: "Temo che abbia sbagliato." -> "Ha detto che temeva che avessi sbagliato."

- Condizionale presente -> Condizionale passato
- Esempio: "Vorrei sapere la verità." -> "Ha detto che avrebbe voluto sapere la verità."

Eccezioni e casi pratici

- Nessun cambiamento se il verbo introduttivo è al presente o al futuro: "Luca dice che è stanco." (non: "diceva che era stanco" a meno che non si voglia marcare un passato)
- Puoi non retrocedere i tempi se la proposizione esprime una verità generale o una situazione ancora vera:
- "Galileo ha detto che la Terra gira intorno al Sole." (verità generale: si può mantenere presente)
- Nella lingua parlata molte variazioni sono accettate; la regola della consecutio temporum è però la forma standard e più sicura.

Errori comuni da evitare

- Non retrocedere i tempi quando il verbo introduttivo è al passato (regola generale): Es. errato: "Ha detto che è stanco." (se il riferimento è al passato si preferisce "era stanco").
- Confondere "di" e "che":
- Dopo un imperativo o una richiesta si usa spesso "di + infinito": "Mi ha detto di venire." (non *Mi ha detto che venire)
- Per riportare una dichiarazione si usa "che": "Ha detto che sarebbe arrivato." (non *Ha detto di sarebbe arrivato)
- Errata formazione del condizionale passato (usare l'ausiliare corretto: avere o essere): "Sarebbe partito" (essere + participio) vs "avrebbe fatto" (avere + participio).

Esempi completi: trasformazioni comuni

1) Frase affermativa, presente -> imperfetto
- Diretto: "Luca: \"Studio ogni giorno.\""
- Indiretto: Luca ha detto che studiava ogni giorno. (Study -> studiava)

2) Frase affermativa, passato prossimo -> trapassato prossimo
- Diretto: "Anna: \"Ho comprato un libro.\""
- Indiretto: Anna ha detto che aveva comprato un libro. (Ho comprato -> aveva comprato)

3) Futuro -> condizionale passato
- Diretto: "Marco: \"Partirò domani.\""
- Indiretto: Marco ha detto che sarebbe partito il giorno dopo. (Partirò -> sarebbe partito)

4) Domanda sì/no
- Diretto: "Hai finito?"
- Indiretto: Mi ha chiesto se avevo finito.

5) Domanda con quando (futuro)
- Diretto: "Quando arriverà il treno?"
- Indiretto: Mi ha chiesto quando sarebbe arrivato il treno.

6) Imperativo
- Diretto: "Chiudi la porta!"
- Indiretto: Mi ha detto di chiudere la porta.

7) Congiuntivo
- Diretto: "Spero che tu sia felice." -> Indiretto: Ha detto che sperava che io fossi felice.

8) Condizionale
- Diretto: "Vorrei andare in Spagna." -> Indiretto: Ha detto che avrebbe voluto andare in Spagna.

9) Cambio dei pronomi e degli avverbi
- Diretto: Marco a Giulia: "Ti telefono domani." -> Indiretto (a un'altra persona): Marco le ha detto che le avrebbe telefonato il giorno dopo.

Consigli pratici per imparare e usare il discorso indiretto

- Individua sempre il verbo introduttivo e il suo tempo: è la chiave per decidere se retrocedere i tempi.
- Cambia anche avverbi di tempo e luogo (oggi -> quel giorno, qui -> lì, ecc.).
- Controlla l'ausiliare quando formi i tempi composti (avere/essere per il condizionale passato e il trapassato).
- In caso di dubbio, usa la regola standard (retrocedere i tempi) per suonare corretto e formale.

Glossario rapido

- Verbo introduttivo (verbo reggente): il verbo che introduce ciò che è stato detto (dire, chiedere, affermare...).
- Proposizione riportata: la frase che viene trasformata e riportata indirettamente.
- Consecutio temporum: la sequenza dei tempi; regola che stabilisce come cambiare i tempi nella proposizione riportata.
- Retrocessione dei tempi: lo spostamento dei tempi verbali (es.: presente -> imperfetto) quando il verbo introduttivo è al passato.

Conclusione

Il discorso indiretto è uno strumento fondamentale per riferire parole altrui. La regola pratica più utile è: guarda il tempo del verbo introduttivo; se è al passato, retrocedi i tempi nella proposizione riportata. Ricorda anche di adattare pronomi e avverbi di tempo/luogo. Con la pratica, queste trasformazioni diventano automatiche.

Buono studio!

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